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LIBRETTO IN QUATTRO ATTI DI F. M. Pi A VE
MUSICA DEL MAESTRO
Gl US E P PE VERDI
OFFICI AI. E DELIA LEGION D’ ONORE
DA RAPPRESENTARSI
AL NOBIL TRATIÌO DI APOLLO
NEL CARNEVALE 1857 IN 58
R 0 M A
Tipografia Olivieri in Piazza di Sciarra al Carso 336
Con permesso.
PERSONAGGI
ATTORI
AROLDO, cavaliere sassone Giuseppe Musiani
MINA, di lui moglie, figlia di Carlotta Carozzi-Zucchi
EGBERTO, vecchio cavaliere
vassallo di K.ent .... Leone Giraldoni
BR1ANO, Solitario. . Cesare Bossi
GODVINO, cavalierdi
ventura ospite d’ Egberto . Giuseppe Bazzoli
ENRICO, cugino di Mina . Luigi Fossi
ELENA, sua cugina . . . Carolina Decaroli
JORG, servo d’Aroldo cho .
non parla .
CORO E COMPARSE
Cavalieri, Gentiluomini e Dame di Keulh;
Scudieri, Paggi, Araldi, Cacciatori, Sassoni,
Paesane scozzesi
Epoca il 4200 circa.
Scena , pei primi tre atti la dimora d ’ Egberto
presso Kenth ; pel quarto le sponde del lago
Loomond in Iscozia .
Le prime 4 scene sono dipinte dal Sig. Giuseppe Ceccalo
La 5a dal Sig. Carlo Bazzani
M. Direttore della Musica Sig. Eugenio Terziqni
Primo Violino Direttore d’ Orchestra *
Sig. Cav. Emilio Angelini
Poeta Direttore di scena Sig. Giuseppe Concetti
M. Istruttore de’ Cori Sig. Pietro Dolfi
Capo Sarto Sig. Salvatore Minota
Attrezzista Sig. Andrea XJ azere r
Direttore del Machinismo Sig. F rance scò Morelli
Buttafuori Fabio Fabi
11 Vestiario, scenario, attrezzi, machinismo , etc. sono
di proprietà dell’ impresario Sig. Vincenzo Jacovacci.
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Il presente libretto e relativa musica sono proprie¬
tà dell’ Editore TITO DI GIO. RICORDI che la pone
«otto la tutela delle leggi vigenti in proposito.
MUSIC LIBRARY
UNC-CHAPEL HILL
ATTO F12MO
SCENA PRIMA
Salotto nella dimora d ’ Egberto. Gran finestra
nel mezzo , fuor della quale si vedranno i merli
del castello . Soavi porte laterali , tavola coW
occorrente per iscrivere , sedie , ecc.
La stanza è vuota. Interni canti dalia destra
indicano ìa fine d’ un banchetto.
Coro
"Sbocchiamo!... a gaudio inso]
Dischiudasi ogni cor !
AI prode Aroldo, al reduce
Di Palestina , onor !
Per lui di Kenth più splendida
La stella sfolgorò.
Finché avran vita i secoli
Il nome suo eternò.
Tocchiamo !... poiché intrepido
Corone egli mietè ,
Soave ed ineffabile
D’ amore avrà mercè.
Chi forte potea vincere
L’ infido saracen
Godrà posarsi placido
Di fida sposa in sen.
SCENA II.
Mina agitata , dalla destra.
Ciel, ch'io respiri !... il gaudio del convitto,
Onde si plaude al reduce mio sposo ,
Supplizio era per me !... che feci mai !...
Ah , Godvino ascoltar era delitto
Per me !.. Dovunque ora nf insegue. Temo
Che rea mi tenga Aroldo , e nel rossore ,
Non il timor , legga scolpito : colpa !
Salvami , o ciel pietoso ,
Tu che mi leggi in core ,
E sai f angoscia, ond’ io non ho riposo !...
Egli vien !...
4
SCENA III.
Detta , Arolclo e Briano dalla destra.
Aro . Perchè sì triste ?
Mina Oh Aroldo...
Aro, Tu se’ commossa !...
Mina Dopo
Tanti perigli....
Aro. E vero , senza questo
Pietoso solitario
Me spento forse piangeresti , o donna.
Ferito ei mi raccolse ad A scalena,
La vita mi serbava : egli qual padre
Mi curò quindi, ed io qual figlio 1* amo ;
E mi seguìa, che giuramento femmo
Di vivere indivisi.
Min. Ed egli sia
Genio di questo tetto protettore.
Bri • Per sempre dalla colpa e dal delitto
Lo preservi virtù del suo signore,
SCENA IV
Aroldo e Mina
Sotto il Sol di Siria ardente,
Ricoperto di aspre maglie
Questo cor nelle battaglie
Non tremava che per te.
(Ah! tai detti qual rovente
Lava piombano su me ! )
Lorchè giacqui per ferita
Lungamente spasimando,
Solo, ah! solo a te pensando
Si leniva il mio dolor.
(Quanto amore!... Ah di mia vita
Fia tormento strugitor! )
Ma !... lacrime ti grondano !...
Tu tremi !... non m’inganno !...
Ti cruccia ascoso affanno?...
Parla al tuo sposo....
No.
No ?... dunque allor sorridimi;
Oggi del nostro imene
Ricorre la memoria...
Lo so... ( Che orrende pene ! )
Dal cielo henedivane
Oggi la madie nfia... (le prende la mano)
Aro.
Mina.
Aro .
Mina.
Aro.
Mina.
Aro.
Mina.
Aro.
5
Oggi il suo anel... che fia !...
Non l’hai?.., l’anel dov’è ?...
Mina . L’anello?
Aro, Ebben, parlatemi...
Mina . Ah!...
Aro, Non c’è più !... Perchè ?...
Ah bada !... la sua perdita
Per noi saria fatale !...
Coll ultimo suo vale
La madre mia mel diè.
Pria che smarrirlo un fulmine
Piombar dovea su noi;
Dovea gli abissi suoi
Aprir la terra a me. ( squillo interno
di trombe )
SCENA V,
Detti e Briano dalla sinistra
Bri . I tuoi giungono... vieni...
Aro, Brian!... sou teco... (poi a Mina) A te ritorno tosto
(escono dalla destra,
SCENA VI.
Mina quindi Egberto guardingo dalla sinistra.
Mina Tosto ei disse !... per me qual scampo, eh cielo!
(s' abbandona sopra una sedia col volto tra
te mani)
Egb, (Oh miei sospetti !... di chiarirvi è tempo!...
Di mia casa l’onore allo lo impone...
O Godvino, se il macchiasti, trema.)
Mina ( scuotendosi prende la penna.)
Sì, si, è deciso... il tutto a lui si sveli... ( scrive )
Egb. ( impadronendosi improvvi samente del foglio )
Che fai?...
Mina ( spaventata ) Mio padre!...
Egb. A Godvino scrivi?.,.
Mina Io ?... no.
Egb . % Silenzio .. (legge) Aroldo ,
E ver che un traditore !...
Non m’ingannava dunque, o sciagurata!...
Mina Più tacer non potea... Soffriva troppo...
Egb. Ed ei ?... Disperazione,
Morte per lui qui stanno. ( indicando il foglio)
Mina Ciel !...
Si, la morte ..
Ah no, ch’ei viva, oh Dio!...
Ingannarlo dovrò?... No, noi poss’io.
Egb,
Mina
6
Mina
Esb.
Mina
Egb.
Mina
Egh.
Mina
Egb.
Mina
Egb.
Mina
Egb.
Mina
Egb.
Mina
Egb.
Min a
Egb.
Mina
Egb.
Dite -che a eterne lagrime
Mi danna il vostro core,
Che mi astringete a fremere
Di duolo e di terrore;
Che a voi del padre misero
Giunger non può la voce,
Che I a sua pena atroce
La gioja a voi darà,
Ed al mio fiero strazio
Altri dannar volete!
Padre !...
Sì vii... ma uditemi,
Aroldo salverete...
D’amore immeritevole,
Dovrete amor subire !...
No., ,
E d’uopo fobbedire...
Mai.
Mai ?
No, non sarà.
Ed io pure innanzi agli uomini
Dovrò l’ira soffocare ?
La vergogna dovrò vincere ,
Voi mia figlia ancor nomare l
Voi l’indegna che detesto,
Voi de! padre disonor ?...
Oh qual fate orrendo strazio
D’una misera tradita !...
Non vi dicon queste lagrime
Che noi merto, e son punita ?
A tal peso non è avvezzo
Questo povero mio cor...
Basti adesso, quel pianto tergete.
Ah noi posso...
Non più, lo dogete.
No, noi posso...,
E di padre volere.
Non lo posso... ,
E di moglie dovere...
Or d’Aroldo lo esige la vita...
(Me infelice !...)
Lo vo’ ...
Chi m’aita !
Or meco venite, il pianto non vale;
Potria questo pianto tornarvi fatale.
S’è vero che scevra voi siete d’errore
V’è legge il silenzio, io esige l’onore.
1
Il core d’Aroldo sarebbe squarciato
Dal solo sospetto del vostro rossore
Mina Orrenda parola !... pur colpa non Cede
Quest’anima ardente d’amore di fede.
L’insidia d’un tristo mi tolse la calma ;
Ma rea se vi sembra, è pura quest’alma...
Lo giuro... son fida ... Aroldo adorato
Qual cosa celeste fu sempre dal cor. {partono)
SCENA VII.
Sala illuminata a festa. Sopra un tavolino un li¬
bro chiuso da fermaglio coti chiave .
Dame ; cavalieri , s’ incontrano e si di figgono a diverse
parti. Per un istante non li si vedrà che nel fon¬
do; poi Godvino e B riatto,
God . ( entra cautamente dalla destra)
O Mina tu mi sfuggi,
Ed io cotanto t’amo!...
Ecco il suo libro... ed eccone
La chiave!... ( trae di tasca la chiave ed uno
scritto tenendo sempre le spalle volte alla
destra)
Bri. (entrando dalla destra) (Giel, che vedo!., quale
trama!)
God. ( chiudendo il biglietto nel libro)
Saprò così mia sorte).
Bri. (D’Aroldo è amico!... e qual ?... noi ravvisai ! )
God. (si confonde tra ’ nuovi invitati ch'entrano
e sono raggiunti dai primi. Si canta il seguente)
Coro E bello di guerra dai campi cruenti
Al tetto natale tranquilli tornar!
E dolce a’ suoi cari, felici, plaudenti
La serie de’ corsi perigli narrar.
SCENA Vili.
Detti Enrico abbigliato come Godvino , poi Aroldo
Mina al braccio di Egberto, Elena , Scudieri.
Enr. ( stende la destra a Briano, non ottenendo
risposta che d'un freddo inchino)
Bri. (Forse costui!)
Enr. (si ferma a caso presso la tavola , prende
il libro , e trovatolo chiuso lo lascia e si confonde
agli altri)
Bri. (fissandolo) fE desso!... si discopra
Il mistero... Puniscasi la colpa...) (va frettoloso
ad Aroldo ch'entra , e mentre Egberto , Mina
e gli altri cordialmente intrattengonsi,lo trae
sul davanti della scena e rapidamente gli dice )
8
Vedi
libro ?
Aro. *1 vedo.
Bri. Ivi s’attenta
All’onore...
Aro . Di chi ?...
Bri. Al- tiro forse.
Aro. Cielo !
Bri . Vi fù chiuso uno scritto.
Aro. E chi ’i celava ?
Bri . ( indicando Enrico) Mira.
Aro. ( con mal represso impeto). Enrico!.. Oh inferno!.
Tutti ( affollandosi intorno ad Aroldoi, che rimane
cupa me nte concentrato )
Per te, de’ più forti possente guerriero
Che tanto di Henth crescevi l’onor,
Ogn’alma ha qui un voto, costante, sincero!
S’infiori n tuoi giorni di pace, d’amor.
Egb. Eterna vivrà in Kent la memoria
Del gh rioso istante
In cui m’ò dato accorvi nel mio letto...
Ed or di re Riccardo alcuno esponga
Le gesta in Palestina.
Coro Araldo... a voi... narrate.
Aro. Io ?... no...
Enr. AI comun desìo
V’ arrendete...
Aro. Voi pur?...
Enr. Si.
Aro r Sì?... A scollate.
Vi fu in Palestina tal uomo che indegna
L’onor d’un amico d’insidia fe’ segno.
A libro racchiuso fidava uno scritto
Che il calle appianargli doveva al delitto.
Un vecchio, vegliando dell’ospite il lare,
La tresca nefanda giungeva a svelare!...
Il vii, che tradiva la fede, l’onore,
Accerchi tremendo l’eterno furore...
Ma storia simile qui un vate narrò;
Gli stessi suoi detti ripetervi vo’... (prende il
libro)
Mina Ah !...
Aro. Chi |K r\ ?
Eie.
Mina
IUSO ... .
Ne ha Mina fa chiave...
(Oh Dio!...)
Aro. Apritelo dunque...
Mina Che dite ì
Aro-.
li voglio.
\Con dignità)
Mina
Aro. Aprite voi, lo replico,
E inutile il terrore.
D’un vile traditore
Qui la condanna sta.
Tutti Oh qual m’invade ed agita
Terribile pensiero !...
Fatai, fatai mistero
Quel libro svelerà!
Aro . Non volete? (a Mina) Farollo io stesso, (rompe
il fermaglio , cade il biglietto)
Uno scrittoi...
(Oh Dio'!)
{ad Araldo raccogliendolo) V’arrestale.
Non v’ò legger tal foglio concesso...
Chi lo scrisse, cui spetti ignorate...
Io noi curo... rendetelo ... il vo’. (trasalendo)
Vecchio sono....
Fendetelo...
. No.
Chi ti salva, o sciagurato, {ad Egb. tra -
Dallo sdegno che m’accende? salendo)
Cieco Tira già mi rende,
Più non freno il mio furor.
Mina (frapponendosi fra Aro. ed Egb.)
E mio padre!... L’ira vostra
Su me tutta cada alfine ,
Ma le nevi di quel crine
Rispettatele signor.
Egb . Nel recinto dei sepolcri (piano a God.)
Da me atteso or or sarai;
Armi a scelta troverai...
Ti precedo, o tradi tor.
God . Freno all’ira... io non la temo (a Egb.)
Se ch’io sia voi conoscete,
Sconsigliato Invero siete
Nel gridarmi tradi tor.
Bri.) Coro A turbar la bella calma
Che spirava in ogni petto,
Certo, un demone il sospetto
Ad Aroldo lanciò in cor.
Mina
Egb.
Aro ,
Egb.
Aro,
Egb,
Aro .
(ad Aro.)
SQUADRO E CALA LA TELA»)
ATTO SSG01S90
SCENA PRIMA.
-aaCrgOSOC^'
Antico cimitero del castello di Kenth a sini¬
stra in fondo si vede il castello . La luna fio¬
camente rischiara le sparse tombe qua e là
ombreggiate da secolari cipressi. Una tra quel¬
le è recente .
Mina dal fondo a sinistra agitatissima
Oh cielo !... ove son io!...
Qui mi trascina irresistibil possa!...
Qui della morte è il regno... è tutto orrore!..
In ogni tomba sculto
In cifre spaventose
Il mio delitto io leggo!...
11 murmure d’ogn’aura mi par voce
Che un rimprovero suoni !...
(s'aggira bare olando fra i sepolcri)
Ah di mia madre è questo il muto avello!...
Deh pura il sai son io !...
Madre !... madre, soccorri al dolor mio.
Ah dagli scauni eterei,
Dove beata siedi,
Alla tua figlia volgiti ,
L’affanno suo deh ! vedi.
8ueste innocenti lagrime
ffri all’eterno trono,
Ed al mio mesto gemilo
Piangi tu pur con me.
Sai che infelice io sono,
Ma pura al par di te.
SCENA li.
Detta e Godvino
God. Mina !
Mina Voi qui !... Non profanate questo
Mesto loco.... lasciatemi al mio pianto
God. Ingrata !... io v’amo sempre...
Mina ^ Ah! tal parola
v esca più dal labbro, e se d’onore
Più stilla è in voi, l’anello,
11
Che m’involaste in un fatale istante,
Rendetemi, fuggite.
God. No... mai... v’amo; a difendervi qui resto.
Mina Ah dal sen di quella tomba
Cupo fremito rimbomba !
Scellerato fu l’accento,
Che lo giunse a provocar.
Di mia madre l’ombra irata
Già ne sorge, su me guata!...
Oh terrore !... già mi sento
Dal suo labbro fulminar.
Ah fuggite !... il mio spavento
Si raddoppia a voi dinante:
Maledetto sia 1’ istante
Che vi scesi ad ascoltar.
SCENA III.
Detti ed Egberto, che viene dal fondo a sinistra, chiuso
in mantello. Egli ha due spade.
God •
Mina
Kgb.
Mina
ligb.
Mina
Egb.
Egb.
God.
Egb.
God .
Egb.
God,
Egb.
God.
Egb.
God .
Egb.
Io resto... { freddamente )
Aroldo allora saprà tutto.
Ei tutto ignorerà... (entrando fra loro)
Padre !
(a Mina) Partite.
Ah m’ascoltate, o padre...
(severo) M’obbedite. ( Mina parte dallasinistra )
SCENA IV. — Egb erto e Godvino.
Scegli... (gettando il mantello 1 è presentando -
Un duello ? gli le spade)
Sì, e mortale.
Ma la sorte non è eguale...
Tu ricusi?... Al mondo in faccia
Vo insultarti....
La minaccia
Io non curo... Fia lodato
Chi avrà un veglio rispettato.
Se’ un infame, un vile indegno...
Nè ancor t’ecciti allo sdegno?...
Dunque in te l’onore è spento?...
Io sto muto al vostro accento.
Oh mia rabbia !... Ebbene, ascolta...
Basti '...
M’odi anco una volta;
S’ora invano t’ha gridato
Vile, infame il labbro mio.
12
God.
Egb.
cJ
God.
Egb.
God.
Egb •
A 2o
Fare a tulli di svela lo
Chi tu sia, saprò ben io*
Basti, Egberto...
Venturiero
Che t’avvolgi nel mistero,
Non sai tir ch’io farò noto
Come il padre ti sia ignoto ?...
Ah! una spada !... ( furente }
Grazie, o sorte !
(presenta: le spade a Godvino, che ne
ÌJna spada !... in guardia... prende una)
A morte.
Qual, o perfido, son io
L’ira mia ti proverà.
Col tuo sangue il furor mio
L’onta infame tergerà, (si battono }
SCENA V.
Detti ed Aroldo
Aro.
God.-^
Aro
Egb.
D
Aro.
Egb.,
Aro.
Egb.
Aro.
Egb.-
Aro .
Egb.
Aro.
Egb.
Qual rumore !... Un duello !... Abbassate
Or quell’armi...
Egb. Tu !... A rol do !...
(sr sarà avvicinalo) Voi siete !...
Sacro è il loco che sì prò fi nate,
I sepolcri col piede premete,
Empio è lui che le tombe violò
Vieni altrove..»- (a God.)
Là pure io sarò
God. Ne lasciate... un di noi dee morire.
Io saprovvi dovunque seguire.
Dimmi, scordi a chi parli ?...
Son lo,
Son Aroldo, e a voi parlo... Ascoltarmi
Solo spetta qui a voi... Giù quel Tarmi;
(entra fra loro }
Sia TofFesa coperta* d’obblio....
II fratello al fratello perdoni...
Mai. " v
Più gioviti, Tacciar pria deponi... (a God.)
La tua destra... (lo disarma , e gli stringe la
.. . . ’ . .o **
Uh eccesso inaudito !... mano)
La man stringi dell’uom ch’hai tradito?...
(a Godvino)
Ah !... tradito !...
(Che dissii)
Aro.
ììgb.
Aro.
13
(ad Egb.)
ivA i • . triste ?
i>o, lasciatemi.
^ vo\.. terminate.
SCENA VI.
Detti e Mwa dal fondo a sinistra
Mina (Suon qui d’armi!)
Aro. (ad Egb.) Si «Vp1; • (ind^tro)
Mina Che fu? ' bl SVeh 11 “»«*«>•
Egb., God. Mina!... ( avanzandosi )
i;:°- (vedendola) Saprò alfine il vero.
Mina Grazia, Aroldo...
A^i o. a Muia) Che parli ?
Egb.
Aro .
(Oh ciel!)
Era dunque costui !... Grazia!...
I'fh' „ , , (Quale orrori)
Jro. Era vero?... ah no... è impossibile...
Che ho mentito, almeno dite...
Un accento proferite...
Vi scolpate per pietà...
Ma tu taci !... ah! tolto è il dubbio...
Il mio pie ti schiaccierà (Mina spaventata
71 finn l A U • . , . . 0.lloTlt(ln(l da lllì)
Mina (Ah scoppiata e ornai la folgore
Che ragia sulla mia testa, &
E la vita che mi resta
Lenta morte mi sarà !..
Deh conforti almen la misera
Un accento di pietà !)
Egb. Or dal .ciel con quelle lacrime (a God. indie ado
U li destino fnn cnà . . ■
E il destino tuo già scritto/..
Leo tu sei di tal delitto,
Che più inulto non andrà.
S ora fa sospeso il fulmine
Più tremendo poi cadrà. *
God. Pronto sono; che più tardasi?
Me tremante non vedrai;
Dal mio braccio apprenderai
S’io conosca la viltà.
Nuova pugna inevitabile
L’onor mio vendicherà.
Egb. Dessa non è, comprendilo,
Che devi ora punire.../
Mina)
(ad Egb.)
(ad Aroldo)
14
Aro* Ah veggo chi è il colpevole ! (ad Egberto)
Onor vi fé’ brandire
Quel ferro a vendicarmi...
Non più... riprendi Tarmi...
(a God. strappando la spada di mano ad Egb.)
God . Contro di voi !... noi vo’.
Aro . Difenditi...
God . No, no.
Aro . Non odi in suon terribile
Gridarti queste tombe:
Trema , a punirti , o perfido ,
L’ ora fatai tuonò !...
Coro Non punirmi, o Signor, nel tuo furore,
O come nebbia al sol dileguerò !
Ah pietade di me, pietà Signore ,..
Non punirmi , e tue glorie canterò.
SCENA VII.
Delti e Briano.
Bri.
Aroldo ?...
Aro.
Quali canti?...
(gli cada la spada
di mano)
Bri.
Son de’ pietosi oranti ...
( raggi il ngendol o )
Aro .
E vero !...
Bri.
Il cielo pregano ...
Aro.
11 cielo !... Ah !...
Bri.
Torna
in te.
Aro.
Me disperato abbruciano
Ira, infernal furore...
Tranquilli la man gelida
Voi mi gravate al core ...
Ah fate prima eh’ ardermi
Le vene cessi il sangue ,
E la virtù che langue
Sarà più forte in me.
Lasciatemi... lasciatemi ...
Tutto il mio cor perde, (il canto è ripreso)
Bri. Non odi ?...
Tutù Istante fiero !
Bri. Solleva il tuo pensiero , ( avvicinandolo )
Rammenta i giuramenti ...
Quel canto, e quegli accenti
Del ciel la voce sono ....
Aro. È ver !...
Tutti
Pace, perdono.
(v’ inginocchia)
15
Perduti !.... giammai... la perfida ( sorge
Sia maledetta. trasalendo
Tutti Oh cielo ! ( Mina cade alle gi¬
nocchia di Aro.)
Bri . Da questa tomba un fremito
Tua madre stessa ha dato
Aro. Mia madre!... ahimè... qual gelo !.. (va bar -
colando)
Io muoio!... (cade sui gradini)
Tutti Oit sventurato !
( Quadro e cala la tela)
FUNE DELL’ ATTO SECONDO.
ATTO T BKZ0
SCENA PRIMA
Anticamera nella dimora di Egberto che inette
a varii appartamenti . Sopra una tavola è l'oc~
corrente per iscrivere,
Egberto entra pensoso per leggere uno scritto
Egb.
Bri.
Ei fugge!... e con tal foglio
Mina a seguirlo tenta !...
Infame !... egli s’invola a mia vendetta !...
O spada del Ponor che per tanti anni
Cingevi il fianco del guerriero antico,
E nei cimenti a lui mietevi gloria ,
Vanne lungi da me... più non ti merto... ( getta
Disonorato ioson!... dison irato !... la spada)
E eh’ è la vita mai senza l’onore ?...
E un’onta... ebben si tolga ..
Si, si un istante, e tutto sia finito...
( s'appressa al labbro un anello , e poi
s'arresta)
Ma lasciar tutto... Amido... la mia figlia !...
La mia colpevol figlia!... che!... una lagrima !
Lacrima il ciglio d’un soldato!,.. Oh quanto
Sei tu grande, o dolor!... mi strappi il pianto !
Mina, pensai che un Genio
In te mi desse il cielo,
.Raggio d’amor purissimo
Degli anni miei sul gelo...
Stolto!... sognai!... sparita
La gioia è di mia vita;
Una innocente lacrima
Spira ndo non vedrò;
Solo seguace al feretro
11 disonore avrò! ( siede commosso
escrive)
r
SCEN A II.
Detto, poi Briano astratto dalla destra.
Ah si finisca... Aroldo... Amido... Addio
Estremo... (suggella il foglio , poi riprende
l'anello per suggerite il veleno)
Li qui verrà...
17
Fgh. ( sorpreso arrestandosi) Chi ?
Bri.
Egb<
Bri.
Voi!... d’Aroldo
Cerco.
E inaccesso a tutti...
A me noi fìa,
Quando saprà raggiunto il fuggitivo.
Egb. Che di’?
Bri. Ei verrà tra poco. ( entra a sinistra
nella stanza (V Aroldo .)
SCENA HI.
Egberto solo.
Godvino qui verrà !...
In questo tetto uno di noi morrà.
Oh gioia inesprimibile,
Che questo core innondi,
E troppo è troppo il palpito
Che in tutto me di fondi!
Convulsa provo un1 estasi
Che quasi par deliro !...
La voce ed il respiro
Mancar già sento a me!
Vendetta !... ah vieni, affrettati,
Rinascerò per te. (parte dalla destra)
SCENA IV.
Aroldo dalla sinistra, poi Godvino dalla destra
Aro. L’istante s’avvicina!... Il tuo furore
In te racchiudi, nè tradirmi, o core. (siede)
God. Ricercare mi feste?
Aro . Si.
God . Prevedo
Le accuse....
Aro. Non un detto.
God. Non m’opporrò a vendetta, se bramate...
Aro . Solo ho un’inchiesta...
God . Quale ?
Aro. Che fareste, se pur libera fosse
Mina ?
God. Che dite ?
Aro . Io chiedo... Rispondete.
God. A impossibil supposto?
Aro. Jorg ?... S’avverta
(/org. comparisce)
18
God.
Aro.
God»
Aro.
Mina
Aro .
Mina
Aro.
Mina
Aro .
Mina
Aro.
Mina
Aro.
Mina
Aro.
Mina che qui battendo... ( Jorg riparte )
E che cercate ?
Saper s’è a voi più cara ( alzandosi )
Colpevol libertade, o l’avvenire
Di donna che perdeste...
Là tutto udrete... (lo conduce e lo chiude in
una stanza laterale a sinistra)
(entrando) (Cielo!...)
SCENA V.
Aroldo e Mina dalla destra.
Inevitabil fu questo colloquio
Prima di separarci...
Che !... partite ?
Si... questa sera...
Voi !... Come?
Udite.
Opposto è il calle che in avvenire
La nostra vita dovrà seguire.
Lontano, ai giorni lieti pensando,
Vo rassegnato muovere errando...
Voi stretta aH’uomo del vostro core,
Trarvi potrete dal disonore.
Che dite?...
Quando ci unimmo sposi
Al vostro amore col mio risposi...
Or fra noi lutto, tutto è cangiato;
L’infausto nodo sarà troncato...
Quest’atto il dice (le presenta un foglio)
Cielo !... qual fulmine!
E qui, segnatelo... firmato io Tho.
Pietà, pietade, non mi scacciate...
O all ’onta, al duolo soccomberò...
Sì crudo, Aroldo, non vi mostrate.,.
(Aimè! che il pianto frenar non so!)
Credete che per lacrime
Si scemi il dolor mio?...
Che l’onta incancellabile
Si terga dall’ obblio?..
Che rassegnato accogliere
Io possa il disonor ?
Ah vivon quanto l’anima
Le offese delfonor !...
A me quell’atto.. Datelo (glielo toglie di mano)
Firmate ?...
Mina
M ro .
Mina
Si,
Mro.
Mro.
Mina
(Che ascolto!)
Trama pensaste il piangere...
Ora tal dubbio è sciolto... (firma)
Entrambi siamo or liberi;
Tutto fra noi cessò, (gli rende lo scritto)
Ora il potrete... uditemi...
Non più, signora... (per partire)
Mina (trattenendolo) Il vo’.
Non allo sposo, al giudice
Mi volgo, e il ver dichiaro:
Ai rei pur sul patibolo
Niuti di pietade è avaro...
E in me ai piè vostri supplice
Non la colpevol sta.
Lasciatemi... lasciatemi...
Lo esigo... giudicatemi... (cade a suoi piedi)
Tel giurai, sono innocente...
11 mio labbro qui non mente...
Non falba, quest’alma è pura,
Nè il mio duolo ebbe misura...
D’altri donna andar dovrei
Per redimermi all’onore?...
E sorvivere potrei
Discacciata dal tuo core?...
Basti... basti...
D’altri moglie !...
Ah voi dunque non capite
L’amor mio?...
Amor !... che dite ?
V’amai sempre., sempre v’amo;
Testimone il ciel ne chiamo...
Ma colui !...
Fu tradimento...
Vi tradiva ?...
Sì.
Fia spento.
Io n’ho il diritto:..
Cielo !...
(indica la stanza) È là.
SCENA VI.
Delti, Eg berlo dalla sinistra con la spada insangui¬
nata alla mano; Briano dalla destra.
Mro.
Mina
Mro.
Mina
Mro .
Mina
Mro.
Mina
Mro .
Mina
Mro .
Non
v’è più
Che ?...
Mina
Un’uccisione
20
Bri .
Aro*
Egb.
Bri.
Un duello ?
Un’espiazione.
Chi tentò di disonore
Ricovrirci estintoègià. dalla dest.)
Vieni al tempio nel tuo core (ad Aro*
Virtù nuova avrai colà.
SCENA VII.
Aroldo Mina e Briano
Aro. Ah si , voliamo al tempio
Fuggiam le inique porte;
Delitto solo e morte
Qui l’uomo vi stampò.
^i seduttori esempio
Rimanga questo evento
L’angoscia e lo spavento,
D’infamia il fulminò.
Mina Ah dunque non v’ha in terra
Conforto al mio dolore?...
D’involontario errore
Perdono non avrò?...
Clemente ciel disserra
Di tua pietà il tesoro,
Col palpito t’imploro
Del cor che non peccò!
(Aroldo è tratto altrove da Briano ; Mina siede
tramortita , e cade la tela)
FINE DELL’ ATTO TERZO.
ATTO QVABTO
SCENA PRIMA.
Profonda valle in Iscozìa. La riva del lago Loomond
si vede in prospetto . Monti praticabili , coper¬
ti di selve a destra e sinistra , dov’è un pi -
neto presso cui una modesta casa. Cade il sole .
Lontani suoni di cornamuse e corni che si appres¬
sano. Voci di Pastori , Donne e Cacciatori ,
che scendono dai monti e s’incontrano sulla scena.
(scendendo)
Cacciat. Sparve il sole... il calle è scuro;
Lascia i boschi, o caccia tor.
Pastori Cade il giorno... asii securo
Trovi il gregge col pastor.
Donne Vien la notte !... all’abituro
Torna carco il mieti tor,
Pas. Viva !...
Cac. Amici...
Don . Oh lieto dì !
Cac. Lieto pur per noi finì.
Sulle roccie più scoscese.
Nel più cupo delle selve,
Inseguito abbiam le belve,
Nè alcun colpo errato andò.
Pas. Colli apprichi, erbosi piani
Furori pascolo all’armento;
Dissetollo un rio d’argento,
Poi l’ovile il ricovrò.
Dot}. Del meriggio a’ rai cocenti
Noi cogliemmo aurate spiche;
Or torniain dell’ombre amiche
La fresc’auia a respirar.
Tutti Ah! ogni giorno pari a questo
Ne sorrida avventurato,
E ogni core' al cielo grato
Lodi e grazie potrà alzar, (si dis perdono)
22
SCENA II.
Bri ano e Aroldo in eguale costume di solitari!
compariscono da una vetta a destra, e scendono
avviandosi alla casa.
Aro. (guardando verso la parte onde s'odono anco¬
ra de ' canti)
Cantan felici!... ed io l’inferno ho in core!...
Mi tradìa l’infedele !...
Ah che odiarla dovrei... pur l’amo ancora !...
Bri. Ti calma... rientriamo... è tarda l’ora.
(la campana d'un prossimo villaggio suona.)
Aro. La campana della sera !...
Bri. Che ne invita alla preghiera.
Aro. Orsù al ciel la mente alziamo
( s'inginocchia )
Bri. Si, preghiamo. (fa lo stesso)
V oci lontane Or via preghiamo.
Aro . Bri . Danne riposo— cielo pietoso
Nel tuo favor.
Deh tu ne affida — salvi ci guida
Al nuovo albor.
SCENA 111,
E notte ; la luna che si sarà alzata durante
la preghiera , viene coperta da grosse nubi ;
il vento impetuoso soffia e sconvolge il lago.
Montanari e Donne da varie parti, poi Egberto
Mina , e due Barcajuoli.
Voci Al lago. ( lontane )
Altre Al lago. (da altra parte)
Altre Al Iago. (pià 'vicino )
(scoppia l'oragano , il cielo e squarciato da
spessi lampi ; s ode lo scroscio de' fulmini. I
Montanari accorrono chi sulla cima delle col¬
line , chi alla sponda gridando )
Tutti Maina a poppa.
I. A te, a prora... (gettando una fune)
II. Tira... forte.
Donne Oh ciel, pietà di lor !... oh ciel, li salva...
(dopo varii sforzi , tirata dalla fune , compa¬
risce una barca mezza franta , colla vela squar¬
ciata'. vi sono due Barcajuoli. Mina ed Egberto)
Tutti Approda!... è salva!...
(la tempesta è calmata} i viaggiatori scendo¬
no a terra)
Egb, Oh il ciel sia ringraziato.
Coro Bussate a quella porta... ivi dimorano,
E ospitarvi potran. O du®^ solitari! (partono tutti)
Mina
Egb.
Mina
Egb.
Mina
Egb.
(la fa
Aro,
Egb.
Aro,
Mina
Aro.
Mina
Aro.
Mina
Tutti
Aro .
Egb.
Mina
25
SCENA IV.
Egb erto e Mina
Ah! più non reggo... Ohimè! sento mancarmi.
Meglio saria morire.
Soffri per poco, avrem colà riposo. ( ind . la casa)
E i nostri servi?
Il ciel vegli su loro.
Povero padre mio... perdona a questa
Disg raz'iata donna
Che te seguì fuggente
Da’ luoghi ove punita fu cotanto.
Non più. . qui posa, o Mina.... tergi il pianto
seder sopra un sasso , e va a picchiar alla porta)
SCENA V.
Detti ed Aroldo
•■V. • •
Chi v’ha?... ( dall'interno )
Accordate asilo al viandante.
(comparendo sulla soglia)
Ben giunga lo straniero al tetto mio.
(Qual voce mai !...)
(avanzandosi) Chi geme?...
Un’infelice... (correndo a ’ suoi piedi)
Mina!...
Aroldo !
Oh Dio !...
Ah da me fuggi , involati,
Né t’appressar più mai...
I cari miei, la patria,
Tutto per te lasciai...
Qui volli in pace vivere,
Sottrarmi al disonore,
E tu vi giungi a schiudermi
Novello incendio in core ?...
Va... non volermi astringere
A maledirti ancor.
La patria legge vindice
II sangue mio chiedeva,
E me fuggente ed esule
Mina seguir voleva:
Delle tempeste l’impeto
La trasse a’ piedi tuoi...
Aroldo, se più moglie
Nomarla tu non puoi.
Ancora ell’è mia figlia ,
[Rispettala, signor.
Pace, mio padre, calmati,
Ripartiremo or ora ;
24
Lo stesso tetto accogliere
Non puote entrambi ancora.
Se ancor mi tien colpevole
Indegna ne son io...
M a se al tuo piò qui trassemi ( ad 4r&.)
A forza i! fato mio,
Un solo accento, l’iiltimo,
Ascolta, Aroldo, ancor.
SCENA ULTIMA
Detti e B riano dalla casa
Mina Allora che gli anni avran domo il core,
E bianco il mio crine sarà pei dolore;
Allo»* che questi occhi fien muti di pianto,
E aifin l’ora estrema suonare m’udrò...
Non tornii la speme, la speme soltanto,
Che allor perdonata almeno morrò.
Aro. (Ah troppa è la prova !... non regge il mio core!...
Commosso mi sento da tanto dolore!)
Egb. Quel pianto che sgorga pentito , sincero
Nell’alma ti scenda di pace foriero.
Bri . Lo strazio ch’opprime quell’alma tu vedi:
Lo sdegno deponi, ti piega, deh cedi,
Perdona... mirarti sì crudo non vò.
Egb. Bri . Perdona.
Aro . (Le lacrime frenare non so!)
Mina Aroldo\... che veggo !... Ah spero in quel pi iuta
Tgb., Bri. Ti placa deh cedi...
Mina Io pur piansi tanto...
Egb. Bri . Aroldo !...
Mina Perdona.
Aro. ( come ispirato ) Si, sei perdonata.
Mina Ali grazie mio sposo!... ( s'abbracciano )
Aro. Mina Per sempre al mio cor.
lutti Oh istante sublime!
Mina Oh gioia insperata !
Tutti Trionfi la legge soave d’amor !!!
(quadro e cala la tela )
Se ne permette la rappresentazione
Per i Emo Pie ario - Antonio Bus; "eri Revisore
oe ne permette la rappresentazione
C, Boria Revisore Politico
Se ne permette la rappresentazione
Pet la Deputazione dei pubblici Spettacoli
C . Cardelli Deputato
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